giovedì 29 settembre 2016

Campari sale su nuovi massimi storici a 10,28 euro. Profitto +2,08%.

Campari è uno dei titoli più forti del listino Ftse Mib e cresce ininterrottamente dall'inizio del 2015 con il prezzo passato dai 4,90 euro di allora fino ai 10,10 euro dei primi giorni di settembre, un rialzo pari al +106% in meno di due anni. Nel breve periodo il titolo ha effettuato un movimento laterale compreso in un range 9,37-10,10 euro, consolidando i precedenti rialzi e gettando le basi per ritoccare ancora i massimi storici. Nel report operativo n°158 di lunedì scorso si suggeriva di monitorare Campari e di tentare un acquisto in caso di arretramento del prezzo a 9,80 euro, con stop loss sotto 9,55 euro e primo target 10,10 euro, oppure in caso di breakout di 10,06, con stop loss sotto 9,79 euro e primo target 10,75/80 euro. Il segnale di acquisto è scattato con il movimento di ieri, avvenuto con volumi superiori alla media, e adesso Campari sta effettuando un pullback tecnico sotto la trendline rialzista che sosteneva il movimento ascendente dalla fine di giugno, e che passa attorno a 10,35 euro, salendo per il momento fino a 10,28 euro. Il nostro profitto lordo sull'operazione è poco superiore al +2% e possiamo mantenere con obiettivo immediato 10,35 euro, spostando subito il take profit sotto 10,10, livello al quale andremo a coprire le spese dell'operazione senza rischiare più nulla.

Monitoraggio posizioni: ENI apre in gap up e centra il primo obiettivo a 12,80 euro.

ENI si trova inserito in una fase ribassista iniziata in seguito ad un doppio massimo nella prima metà di luglio 2016 in area 14,92/94 euro. Il prezzo si è indebolito progressivamente fino a quota 13,00 all'inizio di agosto, e successivamente ha consolidato sui 13,50 per tentare una reazione fino a 14,00 euro nei primi giorni di settembre. La successiva gamba ribassista di settembre ha provocato la rottura del supporto statico e psicologico dei 13,00 euro portando il titolo sulla base del canale discendente di breve periodo proprio nei giorni scorsi, passante per quota 12,20/25 euro. Il forte ipervenduto rilevabile sullo stocastico in versione lenta, e la netta divergenza bullish sull'istogramma del MACD, lasciavano pensare all'esaurimento della fase negativa con buone probabilità per un recupero fino alla fascia di prezzo compresa tra 12,80 e 13,00 euro. Per questo motivo nel report operativo n°158 di lunedì scorso, 26 settembre 2016, si suggeriva di monitorare il titolo ENI per tentare un acquisto in caso di arretramento nella fascia di prezzo in area 12,20/25 euro, con stop loss sotto 11,90 euro e primo obiettivo 12,80/13,00 euro, poi 13,50/60. L'acquisto è scattato nella seduta di martedì quando il prezzo ha raggiunto un minimo relativo a 12,18 euro, arrivando a testare con estrema precisione la base del canale sopra individuato. Oggi il forte gap up in apertura, con il prezzo che sale a quota 12,90 euro mentre scriviamo, ci porta in profitto lordo del +5,48% centrando la prima area target. A questo punto andremo a consolidare un profitto lordo del +2,6% ponendo un take profit in caso di arretramento del prezzo sotto 12,55 euro. Se già oggi ENI dovesse superare i 13,00 euro per azione andremo a riadeguare immediatamente su questo stesso livello il trailing profit, per consolidare un profitto lordo (ancora potenziale) del +6,3%. Seguiamo sempre con attenzione.

martedì 27 settembre 2016

Monitoraggio posizioni: SHORT FCA centra il primo target a 5,30 euro.

FCA (FIAT-Chrysler) è inserita in un trend negativo di lungo periodo che va avanti dallo scorso ottobre 2015 e che ha portato il prezzo dai 9,68 euro di allora fino alla soglia psicologica dei 5,00 euro toccata per due volte a febbraio (5,042 euro) e a luglio (4,89 euro). Per buona parte del 2016 il titolo ha oscillato piuttosto regolarmente attorno ai 6,20 euro, in un range neutro compreso tra 5,00 e 7,40 euro, mantenendosi sempre sotto la resistenza dinamica primaria testata più volte tra luglio, agosto e settembre. I tentativi di inversione hanno fornito esito negativo con false rotture della resistenza stessa nell'intraday, e il prezzo ha ricominciato la discesa dopo il mancato breakout dei 6,30 euro alla fine di agosto. Nel report operativo n°158 di ieri, lunedì 26 settembre 2016, si suggeriva di monitorare il titolo FCA, sul quale ci attendevamo nuovi ribassi, e di aprire una posizione SHORT (vendita allo scoperto) in caso di arretramento del prezzo sotto 5,54 euro, con stop loss in ricopertura sopra 5,65 euro e obiettivi ribassisti a 5,30 e poi 5,05 euro. Il segnale è scattato stamani dopo l'apertura a 5,575 e il prezzo è subito sceso a centrare il primo obiettivo dei 5,30 euro con precisione estrema, mandando la posizione in profitto lordo del +4,25%. Attualmente siamo in profitto del +1,72% al prezzo di 5,44 euro e la volatilità intraday risulta piuttosto elevata. Manteniamo la posizione spostando lo stop a pareggio in ricopertura sopra 5,54 stesso in modo tale da non rischiare più nulla su questa operazione. Obiettivi sempre a 5,30 e poi 5,00/05 euro.

lunedì 26 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°158 del 26 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 26 settembre 2016 il numero 158 del Report Operativo di XTraderNet,

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Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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mercoledì 21 settembre 2016

Confermato il rising wedge. Per il Ftse Mib prossimo supporto a 15800 punti.


Indice Ftse Mib - La rottura ribassista del rising wedge

L’indice Ftse Mib si è lasciato alle spalle una settimana decisamente negativa con i valori che sono scesi rapidamente fino ad un minimo di 16180 punti nel finale. In base all’analisi dell’open interest sulle MibO, in scadenza proprio la mattina del 16 settembre, ci si attendeva un ridimensionamento dei corsi azionari, ma non oltre i 16500 punti per giovedì pomeriggio, e poi strada aperta per il ribasso a partire da venerdì mattina.  

La configurazione di rising wedge individuata nell’analisi della scorsa settimana può ritenersi confermata: l’effimero rimbalzo di lunedì scorso non è andato oltre i 16500 punti e nella seduta di oggi (20 settembre 2016) le vendite hanno avuto la meglio tornando a colpire in particolar modo il settore bancario. Le prime proiezioni della figura indicherebbero l’area compresa tra 15800 e 16000 punti come prossimo obiettivo di questo movimento di storno. 

Open interest MibO PUT scadenza 23 settembre 2016
Il livello 15800 costituisce un forte supporto statico che dovrebbe contenere tutti i tentativi ribassisti almeno da qui a venerdì. E’ sufficiente osservare il grafico dell’open interest, riferito questa volta alle MibO PUT settimanali in scadenza il 23 settembre 2016, per rilevare il cumulo di contratti aperti sullo strike 15800: un totale di 874 posizioni. Dal lato delle resistenze l’area critica si individua tra 16500 e 16600 punti. Su questi valori di strike troviamo infatti un totale di 512 contratti MibO CALL aperti sulla stessa scadenza (rispettivamente 312 e 200). 


Open interest MibO CALL scadenza 23 settembre 2016
Dal prossimo 23 settembre lo scenario potrebbe cambiare nuovamente, e in caso di arretramento sotto i 15800 punti si aprirebbero spazi di ribasso con possibili accelerazioni fino a 15350. 

Al contrario, la tenuta del supporto in questione potrebbe favorire il classico movimento di pullback, che consentirebbe di far rientrare l’ipervenduto sugli oscillatori più veloci, e quindi un rimbalzo con estensione massimale fino a 17000. Da qui le vendite potrebbero poi tornare a condizionare questa difficilissima fase di mercato.  

Ftse Mib weekly - La divergenza bullish sul MACD
Un rapido sguardo anche al time frame weekly. Volevo farvi notare due particolari: 1) Vedete come la curva si trovi sotto la value zone (espressa in questo caso dalle due medie mobili esponenziali a 13 e 21 periodi), attualmente compresa tra 16750 e 17040 punti, dal dicembre del 2015, e non appena arrivi a testarla dal basso le vendite riprendano il sopravvento; 2) In contrasto con il punto 1 possiamo notare la divergenza di natura bullish formatasi sul MACD, un potente segnale che solitamente anticipa importanti inversioni di tendenza nel lungo periodo, che però è ancora in cerca di conferme.     

lunedì 19 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°157 del 19 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 19 settembre 2016 il numero 157 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni positive chiuseSHORT Intesa Sanpaolo +7,19%; 
SHORT Prysmian +2,23%
Operazioni positive in corso: SHORT FCA +0,95%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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venerdì 16 settembre 2016

Monitoraggio posizioni: SHORT Intesa-Sanpaolo a un passo dai 2,00 euro. Profitto +8,78%.

Continua a scendere dopo aver centrato il primo target ribassista a quota 2,05 euro e si avvicina alla soglia psicologica dei 2,00 euro per azione (vedi aggiornamento precedente). Il supporto tecnico passa proprio a quota 1,98, livello che assume valenza dinamica rialzista di breve e statica. Sotto di esso il movimento correttivo potrebbe anche estendersi fino a quota 1,80 euro. Manteniamo la posizione che si trova ora in profitto lordo del +8,78% (al prezzo di 2,016 euro) e spostiamo il take profit in ricopertura sopra 2,05, livello oltre il quale andremo a bloccare in ogni caso un profitto lordo minimo del +7,24%.

Briglie sciolte per il Ftse Mib dopo le scadenze tecniche.

Con il movimento di recupero di ieri sera, proprio in chiusura di seduta, il Ftse Mib è riuscito a galleggiare sopra quota 16500 punti. Non è un caso che i valori siano rimasti proprio sopra questa soglia fino a stamani, giorno di scadenze tecniche trimestrali dei derivati (le cosiddette quattro streghe): con il valore di settlement che si aggira attorno ai 16515 punti gli operatori istituzionali vanno ad incassare gli 11444 contratti MibO CALL e PUT sugli strike 17000 e 16500, oltre a circa altri 11500 contratti MibO CALL scaduti otm (out of the money) sugli strike 17500 e 18000. Da stamani dunque l'indice ha le briglie sciolte e, come da aspettative, comincia a scendere forte. (vedi i precedenti articoli del 2 settembre "L'open interest sulle MibO" e del 13 settembre "Rising wedge alla vigilia delle quattro streghe", pubblicati anche sul settimanale online di TRADERS' Magazine). La prossima fermata è attorno all'area dei 16000 punti, considerando anche il riposizionamento MibO sulla scadenza del prossimo 21 ottobre, che analizzeremo meglio nei prossimi giorni.

mercoledì 14 settembre 2016

Monitoraggio posizioni: SHORT Intesa-Sanpaolo +6,33%

Intesa-Sanpaolo si trova inserita in un trend ribassista di ampia portata che va avanti da oltre un anno e che si è accentuato a partire dall'inizio del 2016. Il prezzo è passato da 3,65 euro a 1,52 in soli dieci mesi, ma a partire dallo scorso luglio c'è stata una prima reazione a questo movimento: dopo il minimo citato le quotazioni si sono riassestate attorno a quota 2,00 euro evidenziando una serie di minimi crescenti di breve orizzonte temporale. Per il momento il rialzo riveste natura impulsiva e proprio per questo abbiamo pensato di sfruttare il trend dominante per andare a posizionarci short sui massimi relativi di due settimane fa segnati a quota 2,22 euro. Nel report operativo n°155 dello scorso 5 settembre si suggeriva di aprire una posizione SHORT (vendita allo scoperto) su Intesa-Sanpaolo al prezzo di 2,21 euro per azione con stop loss in ricopertura sopra 2,27 euro e obiettivi ribassisti a 2,05 euro e poi 1,98 euro. La divergenza bearish sull'istogramma MACD e il segnale di vendita in zona di ipercomprato sullo stocastico in versione lenta hanno determinato questa scelta. Il breakout della resistenza statica di medio periodo a 2,15 euro era arrivato, due settimane fa, con un momentum troppo carico ed era altamente probabile che il titolo avesse terminato le spinte rialziste. Dopo una settimana di incertezza, con il prezzo che ha continuato ad oscillare nervosamente attorno a 2,20 euro, è arrivata la correzione che ci attendevamo e il titolo ha centrato oggi il primo target con estrema precisione segnando un minimo intraday a 2,05 euro. Siamo in profitto lordo del +6,33% (al prezzo attuale di 2,07 euro) e possiamo puntare al secondo obiettivo collocato a 1,98 euro. Quest'area di prezzo riveste una doppia valenza tecnica: supporto statico di medio periodo e dinamico rialzista di breve. In rottura di questo stesso livello avremo ancora spazi di ribasso fino a 1,80 euro per un classico e ampio pullback a verifica della resistenza dinamica ribassista di medio periodo superata nella seconda metà di agosto. A questo punto andrei a spostare la ricopertura in trailing profit sopra 2,15 euro in modo tale da bloccare un profitto minimo lordo del +2,7% su questa operazione, sulla quale ormai non rischiamo più nulla.

Rising wedge per il Ftse Mib alla vigilia delle quattro streghe

L’indice Ftse Mib ha mostrato incertezza per tutto il corso della settimana, dopo il superamento dei 17000 punti, e ha oscillato nervosamente attorno a 17250 per essere respinto nel finale dall’area 17400. L’apertura di lunedì scorso in gap down era decisamente scontata dopo la secca battuta d’arresto dei mercati azionari americani di venerdì, con i valori che sono scesi ben al di sotto di 17000 toccando un minimo a 16685 punti. 

Figura 1 - Clicca per ingrandire
Questa settimana volevo porre l’attenzione su una configurazione classica denominatarising wedge” (linee verdi tratteggiate nel grafico di Figura 1) che si è formata a partire dallo scorso giugno, una tipica figura che solitamente anticipa nuove correzioni. Il segnale decisivo arriverebbe con l’arretramento sotto la fascia di valori compresa tra 16500 e 16700 punti, cioè con la rottura della parte inferiore della figura, e in questo caso l’indice potrebbe scivolare velocemente verso l’area 15000, con obiettivi intermedi a 16000/200 e 15350/400 punti. In coerenza con essa è possibile individuare la divergenza negativa sull’istogramma del MACD (che si appresta anche ad effettuare un bearish crossover sulla signal line) e il segnale di vendita generato dallo stocastico lento in area di ipercomprato. Tuttavia, continuando ad analizzare l’open interest sulle MibO, visto che siamo ormai a ridosso della scadenza tecnica trimestrale, registriamo l’aumento sullo strike 17000 di CALL (5238 contratti aperti contro i 4591 del 2 settembre) e una contrazione meno consistente sullo strike 16500 di PUT (6206 contratti aperti contro i 6529 del 2 settembre). Questo lascia pensare che, con buona probabilità, l’indice Ftse Mib rimarrà all’interno di tale fascia di valori fino alla fine della settimana (box verde indicato nel grafico), mentre già dal 16 settembre il mercato azionario italiano avrà le briglie sciolte e potrà cominciare ad esprimere una direzionalità più precisa. La convenienza maggiore per gli operatori istituzionali, in base a quanto già osservato nell’articolo della settimana scorsa, è proprio quella di un valore di settlement del Ftse Mib compreso tra 16500 e 17000 che li porterebbe ad incassare tutti i premi sui complessivi 11444 contratti aperti su questi due livelli tra CALL e PUT. A livello operativo sarebbe dunque opportuno attendere la scadenza del 16 settembre prima di prendere posizione sul mercato azionario italiano. 

Figura 2 - Clicca per ingrandire
Per ciò che riguarda la direzionalità dell’indice è interessante analizzare la volatilità implicita negoziata nelle opzioni PUT sulle prossime due scadenze più vicine, quelle del 23 settembre 2016 e del 21 ottobre 2016 (Figura 2). Vedete che la curva rappresentativa della volatilità negoziata sulla scadenza del 23 settembre (curva rossa) presenta dei differenziali notevoli rispetto a quella negoziata sulla scadenza più lontana del 21 ottobre (curva verde che risulta più piatta): il mercato paga attualmente al 23 settembre una volatilità sugli strike atm (at the money), e vicini, che va da un 30% a un 35% (+5%/10% rispetto al 21 ottobre) e si impenna fino al 45% (+20% rispetto al 21 ottobre) per gli strike itm (in the money). Certamente un ruolo determinante in questi differenziali lo gioca, oltre alla scadenza più ravvicinata, anche l’effetto skew; tuttavia sembrerebbe che gli operatori istituzionali stiano scontando una secca e veloce correzione (e quindi un aumento di volatilità) dell’indice Ftse Mib proprio dopo il 16 settembre e fino alla settimana successiva, mentre dal 23 settembre in poi la volatilità dovrebbe tornare a contrarsi con i livelli di supporto in grado di attirare gli acquirenti, e sostenere dunque una nuova ripresa dei corsi azionari italiani.

lunedì 12 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°156 del 12 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 12 settembre 2016 il numero 156 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni positive in corso
SHORT Intesa Sanpaolo +4,75%; SHORT Prysmian +3,91%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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lunedì 5 settembre 2016

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Operazioni in corso: CNH Industrial +2,68%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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venerdì 2 settembre 2016

L'open interest sulle MibO e la situazione tecnica del Ftse Mib

Osservando il grafico del future sull'indice Ftse Mib in un orizzonte temporale di sei mesi si può individuare agevolmente la tendenza ribassista iniziata dopo il massimo relativo del 14 marzo 2016, segnato a quota 19210 punti. Il derivato ha registrato una serie precisa di massimi decrescenti, e più precisamente a fine aprile, a fine maggio e il 23 giugno (seduta precedente all'esito del referendum Brexit), mentre dal lato dei minimi possiamo rilevare una serie crescente a partire dal 27 giugno, peraltro "sporcata" dal movimento correttivo effettuato tra il 16 e il 19 agosto scorsi. I valori del contratto settembre sono sostanzialmente intrappolati in un range compreso tra i 16300 e i 17000 punti, se escludiamo la veloce escursione fin sotto 16000 avvenuta tra il 2 e il 3 agosto. Questa compressione di volatilità dovrebbe precedere, come di consueto, un movimento direzionale ben preciso che potrebbe arrivare da qui a due settimane. L'area dei 17000 punti è una resistenza davvero pesante oltre la quale i valori non riescono mai a chiudere sul time frame daily: ogni volta che il mercato si affaccia oltre questa soglia statica intervengono puntualmente le vendite a calmierare ogni tentativo di rialzo. Nella seduta di ieri abbiamo registrato un tentativo di breakout che si è infranto con precisione estrema sulla resistenza dinamica ribassista precedentemente individuata, passante per i 17250 punti, e la configurazione scaturita da questo movimento è una classica shooting star (tipica figura ribassista soprattutto se associata a livelli di resistenza tecnici, massimi relativi e situazioni di ipercomprato). Da notare che il movimento in questione ha praticamente chiuso il gap down apertosi proprio in occasione della Brexit, evidenziato nel grafico dall'ellisse color arancio (resta un piccolo intervallo di 20 punti ancora aperto, ma si sa che la perfezione non è di questo mondo). Il paniere italiano (in questo caso il future) resta dunque incastrato tra la fase dinamica ribassista di medio periodo e quella rialzista di breve, che tendono ormai ad incrociarsi da qui alla fine della prossima settimana, oltre che nel rettangolo da manuale già menzionato (16300-17000). 

Cerchiamo di capire come e quando potrà terminare questa fase di stallo e quale direzione potrebbe prendere il mercato azionario italiano da qui a fine mese. A questo proposito ci viene in aiuto il mercato delle opzioni sull'indice Ftse Mib (MibO): con riferimento alla scadenza trimestrale del prossimo 16 settembre 2016, possiamo individuare i punti nevralgici che, con buona probabilità, continueranno ad arginare ogni tentativo di direzionalità più decisa da parte dell'indice di riferimento, e quindi del derivato. Vi propongo due grafici che evidenziano l'open interest sulle opzioni MibO CALL e PUT in scadenza il 16 settembre. Vedete che per quanto riguarda le opzioni di tipo CALL abbiamo una forte concentrazione di contratti aperti sullo strike 18000 (parliamo di 7161 contratti), mentre altri 4642 contratti li troviamo sul livello dei 17500 punti. Per quanto riguarda invece le opzioni di tipo PUT abbiamo una fortissima concentrazione sul livello dei 15000 punti, con 11756 contratti aperti, ma questo livello è decisamente troppo lontano dagli attuali per pensare che possa essere interessato nel giro di due settimane. 

Quindi l'altro livello rilevante più vicino è sui 16500 punti con una concentrazione di 6529 contratti, mentre altri 6522 contratti sono posizionati sui 15500 punti. Ho cercato di rendere questi dati graficamente a confronto con il derivato sul Ftse Mib inserendo i box grigi nella parte destra del grafico iniziale del future: l'area più importante è compresa tra i 16500 e i 17500/18000 punti, mentre il 15500 diventerebbe rilevante in caso di arretramento sotto 16500 punti (ancora meglio 16300), mentre la linea verticale gialla rappresenta la dead line dei contratti stessi, e quindi l'orizzonte temporale del bracket di riferimento. La probabilità più elevata è che l'indice si mantenga tra i 16500 e i 17500 punti da qui a due settimane, e che quindi l'attuale fase di stallo abbia grosse chance di terminare proprio a partire dal 16 settembre. Considerate che tra il livello 17500 e il 18000 abbiamo complessivamente 11803 contratti, e quindi questo costituisce una forte area di resistenza che difficilmente potrà essere oltrepassata prima della scadenza menzionata, proprio perchè gli operatori istituzionali cercheranno di difenderla per evitare che i contratti d'opzione vadano "in the money" (situazione che li costringerebbe a liquidare la differenza tra lo strike e il sottostante, visto che gli operatori istituzionali operano prevalentemente come venditori di opzioni). Verso il basso abbiamo 18278 contratti PUT nell'area 15000/15500 che rappresenta un forte supporto per il mercato azionario italiano, anche a livello tecnico. 

Attenzione! Da precisare che questa è la fotografia alle ore 14,00 di oggi 2 settembre 2016, e che l'open interest è suscettibile di subire delle variazioni. In altre parole gli operatori istituzionali (prevalenti su questo tipo di mercato) potrebbero riposizionarsi su altri strike, e quindi diventa di fondamentale importanza seguire i livelli di open interest in senso dinamico, cioè anche nei prossimi giorni, per rilevare eventuali modifiche del numero dei contratti sui livelli chiave e quindi delle mutate possibilità di salita o discesa dei corsi azionari del sottostante. In sostanza: se su un livello il numero di contratti aperti tende a diminuire drasticamente e ad aumentare su un altro livello, significa che gli istituzionali si stanno riposizionando sulla stessa scadenza a livelli diversi, e che quindi i vecchi livelli potrebbero essere oltrepassati più facilmente.

lunedì 29 agosto 2016

Disponibile il Report Operativo n°154 del 29 agosto 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

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Operazioni chiuse in profitto: SHORT A2A +4,61%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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lunedì 22 agosto 2016

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Operazioni chiuse in profitto: Generali +0,26% (+8,26%); 
SHORT Unicredit +9,13%; SHORT Buzzi-Unicem +0,50%
Operazioni in corso: SHORT A2A +6,41%
 
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