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Netta correzione per l'indice Ftse Mib che scende sotto i 17000 punti nelle ultime due sedute, evidenziando un gap down attribuibile tecnicamente allo stacco dei dividendi su buona parte dei titoli che compongono il principale paniere azionario italiano. Il mercato ha incontrato un ostacolo a 17600 punti e ha ritracciato dopo un mese di rialzi significativi, che avevano consentito un apprezzamento dell'equity italiano pari al 15%. Osserviamo che cosa sta accadendo sul grafico a time frame settimanale, sul quale è possibile rilevare una
configurazione di head & shoulders rovesciato e composto ancora da confermare. Il breakout dei 18000 punti sarebbe significativo in questo senso. La battuta d'arresto potrebbe tuttavia implicare un arretramento dei valori fino all'area 16000/200, livello dal quale transita il supporto dinamico ascendente di medio periodo, prima del movimento decisivo. Sopra 18000 punti si potrebbe assistere ad un'accelerazione dei corsi azionari verso l'area 20800, con obiettivi intermedi a 19000 e 19930 punti.
Il quadro tecnico nel medio e lungo orizzonte temporale è sostanzialmente neutro e ben delineato da un canale orizzontale compreso tra 12300 e 24500 punti, all'interno del quale i corsi azionari italiani sono intrappolati da quattro anni e mezzo circa. In un orizzonte temporale di più breve respiro la situazione è in netto miglioramento, ma potrebbe peggiorare nuovamente in caso di ritorno dei valori dell'indice Ftse Mib al di sotto dei 16000 punti. In questo caso sarebbe probabile una discesa fino alla fascia di supporto statico compresa tra 14500/800 punti.
Operativamente
l'eventuale correzione nell'area 16000/200 sarebbe da interpretare come una chiara occasione di acquisto sulle azioni italiane, con primi obiettivi da fissare a 17600 e 18000 punti. L'area 18000 rappresenta, come detto, un importante trigger di medio e lungo periodo, in grado di scatenare una nuova ondata di acquisti non solo in chiave speculativa, ma anche in un'ottica di più ampio respiro. Un movimento di questo tipo favorirebbe dunque l'incremento delle posizioni in portafoglio con gli obiettivi di breve già indicati,
senza escludere che la curva possa spostarsi nuovamente verso la parte alta del range primario individuato, e cioè nella zona di resistenza 23300/24500 punti, entro la fine dell'anno.
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