Sono lieto di annunciare a tutti i miei lettori, iscritti e abbonati al Report Operativo, l'inizio della mia collaborazione alla testata
TRADERS' MAGAZINE con un articolo sull'indice azionario americano S&P500 dal titolo: "
Il Megafono che annuncia il ribasso sull'indice S&P500" già disponibile online nella sezione "
Ultima ora" del sito web al seguente link:
http://www.traders-mag.it/il-megafono-che-annunci-il-ribasso-sp500.html# , e che riporto qui di seguito in versione integrale.
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Il
Megafono che annuncia il ribasso sull’indice S&P500
La
Broadening Formation potrebbe anticipare una svolta importante sul mercato
azionario americano (articolo del 3 ottobre 2014).
Molti
la conoscono meglio come triangolo rovesciato, o anche “expanding top”, altri
la chiamano addirittura formazione “a megafono” a causa del suo profilo che
ricorda chiaramente il rudimentale strumento per amplificare la voce. Noi
preferiamo identificarla con la dicitura dello stesso Murphy che, nella sua opera più importante, la ben nota
"Analisi Tecnica dei mercati finanziari", la colloca stranamente
nelle figure di continuazione. Stiamo parlando della “Broadening
Formation” o, tradotto letteralmente, formazione in allargamento.
A prescindere dal nome con il quale si preferisce individuarla una cosa è
certa: si tratta di una configurazione che si verifica piuttosto raramente sui
mercati, solitamente verso la fine di un trend rialzista anche se non è detto
che sia sempre così. “Formazione in allargamento” proprio perchè i minimi e i
massimi relativi che la determinano tendono ad estendersi su intervalli di
prezzo, o di valori dell'indice, via via sempre più ampi, ed è anche per questo
motivo che essa assomiglia ad un classico triangolo simmetrico girato però al
contrario. Osserviamo attentamente la prima figura (Figura 1) che abbiamo proposto e analizziamola meglio: la Broadening
Formation si presenta di solito con una serie di tre massimi crescenti
(punti 1, 3 e 5 - individuati sulla parte superiore della figura), e un doppio minimo
relativo decrescente (punti 2 e 4 – individuati nella parte inferiore della
figura), movimenti che indicano una forte incertezza del mercato sulla
direzione da intraprendere, e che solitamente spiazzano più volte la massa
degli operatori, investitori e traders non professionisti, che formano il cosiddetto
"parco buoi". Questi ultimi, infatti, saranno indotti ad aprire
posizioni al rialzo sulla violazione dei precedenti massimi, e posizioni al
ribasso sui minimi, trovandosi puntualmente dalla parte sbagliata del mercato.
Man mano che la figura si espande aumenta dunque il nervosismo degli operatori
e, in linea teorica, dovrebbe anche aumentare l'entità dei volumi di scambio,
con una conseguente crescita della volatilità dei corsi. La rottura ribassista
della parte inferiore della figura (onda 5-6) provocherà un aumento nelle
vendite da parte di tutti coloro che avevano creduto erroneamente nel rialzo, e
il prezzo scenderà fino al punto 6, un nuovo minimo relativo esterno alla
configurazione stessa. Coloro che avevano invece aperto posizioni speculative
ribassiste in prossimità del punto 5, con un orizzonte temporale di brevissimo
termine, tenderanno a ricoprirle portando a casa i profitti. Questo andrà a
generare un classico movimento di pullback verso la parte mediana della figura
(onda 6-7) solitamente caratterizzato da una contrazione nei volumi di scambio.
A questo punto rientreranno in gioco le mani forti, che avevano già provveduto
a distribuire sui falsi breakout e all'interno della configurazione, le quali
cominceranno a vendere amplificando il movimento finale (onda 7-Target). Le
proiezioni teoriche di questa configurazione tecnica si ottengono riportando
verso il basso l'ampiezza della figura in corrispondenza del punto di rottura
(linee tratteggiate rosse).
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Adesso andiamo ad osservare che cosa è accaduto
nelle scorse settimane sul principale paniere azionario americano, l’indice
S&P500 (Figura 2). Il mercato
proviene da un trend rialzista di medio periodo, iniziato nel febbraio di
quest’anno, all’interno del quale si può individuare un movimento di natura
impulsiva partito in data 8 agosto 2014 e culminato con i nuovi massimi storici
registrati il 27 agosto a quota 2005 (punto 1 del grafico). Il tutto inserito
nel più ampio contesto di un trend primario positivo che va avanti dai minimi
relativi del marzo 2009. Tra la fine di agosto 2014, e per tutto il successivo mese
di settembre, l’indice S&P500 ha cominciato a congestionare attorno al
valore dei 2000 punti (che riveste una notevole importanza anche dal punto di
vista psicologico), delineando una serie di massimi lievemente crescenti (nuovi
massimi storici del 4 e del 19 settembre 2014 – punti 3 e 5 del grafico)
intervallati da altrettanti minimi lievemente decrescenti (minimi relativi del
15/16 settembre e del 25 settembre – punti 4 e 6 del grafico). Si può così
individuare la broadening formation sull’indice S&P500 (linee divergenti rosse
sul grafico) che è stata completata, come da manuale, con la rottura ribassista
nel punto 6 seguita dal successivo movimento di pullback verso la mediana della
figura nel punto 7. La successiva repentina ricaduta dei corsi azionari
americani sotto i minimi del punto 6, prima a quota 1945 e poi a 1925 punti, ha
confermato la validità della broadening formation, che avrebbe come proiezioni
teoriche l’area compresa tra i valori di 1900 e 1910 punti.
Ciò che colpisce
ulteriormente è lo sviluppo dei volumi di contrattazione (Figura 3), in perfetta coerenza con le dinamiche dei valori
dell’indice: durante la fase correttiva tra il 24 luglio e il 7 agosto 2014 i
volumi di contrattazione sono velocemente aumentati per ridursi
progressivamente nella successiva fase impulsiva già individuata (8 – 27
agosto); all’interno della broadening formation i volumi hanno ricominciato poi
ad aumentare, registrando un forte incremento proprio in corrispondenza dei
nuovi massimi storici a quota 2019 (19 settembre 2014) e una contrazione
durante il movimento di pullback tecnico (onda 6-7). Dato che l’indice
S&P500 si trova a ridosso dei massimi storici, e considerando che cresce
ininterrottamente da più di cinque anni senza aver subìto storni di una certa
consistenza (escludendo quello piuttosto significativo dell’estate del 2011), la
broadening formation individuata, a prescindere dai movimenti di natura
correttiva di breve periodo, potrebbe anticipare un punto di svolta molto
importante per il mercato azionario americano. Potremmo dunque trovarci alla
vigilia di un importante movimento correttivo di natura secondaria, all’interno
del trend primario positivo di fondo, che avrebbe come obiettivo un’area
compresa tra i 1700 e i 1730 punti nei prossimi sei mesi. Se invece i valori
del massimo paniere azionario americano dovessero tornare stabilmente sopra i
2000 punti, rompendo successivamente i massimi storici a 2019, tutte le voci
del “megafono ribassista” verrebbero inesorabilmente zittite.
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